Anziani e disturbi del sonno: come gestirli e vivere serenamente la quotidianità

14 gennaio 2018
Anziani e disturbi del sonno: come gestirli e vivere serenamente la quotidianità

Il riposo ad ogni età è fondamentale per rigenerare non solo il corpo ma anche la mente dalle fatiche quotidiane. I disturbi del sonno costituiscono un argomento di assoluta importanza quando parliamo di salute perché possono incidere in maniera negativa sulle attività della giornata.

Nei soggetti anziani, soprattutto per chi soffre di demenza o di malattie del Sistema Nervoso Centrale i disturbi del sonno sono frequenti e possono causare non solo alla persona stessa ma anche ai famigliari o a i cargiver dei problemi non indifferenti.

Vediamo di capire innanzitutto perché questi disturbi sono così frequenti nelle persone anziane.

Quando vi è la presenza nella persona di una malattia degenerativa legata al sistema nervoso i ritmi circadiani possono subire delle variazioni e quindi non funzionare più in maniera corretta. Non di rado pazienti di questo tipo si alzano di notte convinti che sia mattina e iniziano a svolgere le loro attività, oppure cercano di uscire di casa in piena notte convinti che sia giorno.

Un altro problema è costituito dai riposini diurni. Con l’avanzare dell’età e con la presenza di malattie degenerative le attività giornaliere tendono ad essere ridotte e si acquisisce l’abitudine a spezzare il pomeriggio con un sonnellino che può essere di lunga durata o breve e ripetuto; in entrambi i casi questa abitudine incide negativamente sul riposo notturno che non risulta più adeguato e duraturo.

Anche i medicinali incidono negativamente sul riposo soprattutto se vengono assunti farmaci sedativi. Questi infatti possono causare sonnolenza e vertigini e di conseguenza possibili incidenti domestici.

A volte i famigliari somministrano di propria iniziativa sonniferi e sedativi (generalmente a base di benzodiazepina) per favorire il sonno notturno dei propri cari. In realtà questi farmaci nei soggetti malati di demenza hanno diverse controindicazioni e ripercussioni negative sul piano cognitivo; dovrebbero quindi essere somministrati in modo mirato e soprattutto sotto stretto controllo del medico di famiglia che ben conosce tutti gli aspetti clinici della persona o in alternativa rivolgersi ad una persona specializzata in psicogeriatria.

Oggi vogliamo cercare di dare per quanto possibile qualche suggerimento a tutti coloro che si occupano di una persona anziana con disturbi del sonno basandosi sui consigli degli specialisti.

Una buona abitudine di partenza sarebbe quella di mantenere i soggetti anziani il più possibile attivi durante la giornata sia fisicamente che mentalmente; ore passate davanti alla televisione sono deleterie e controproducenti, potrebbe essere una buona abitudine invece leggere un libro insieme o giocare a carte. Anche l’attività fisica è fondamentale: laddove non vi siano problemi di mobilità è consigliabile fare una passeggiata all’aria aperta o attività motorie non troppo pesanti.

Parlavamo inizialmente dei ritmi circadiani; nel ritmo sonno/veglia la melatonina ricopre un ruolo fondamentale, sarebbe quindi opportuno non tenere l’anziano chiuso in casa ma permettergli un’adeguata esposizione al sole (evitando comunque le ore più calde soprattutto nella stagione estiva) per stimolare appunto questo ormone.

Gli anziani affetti da malattie cognitive neurodegenerative tendono a svegliarsi spesso durante il riposo e a non distinguere più giorno e notte, il tutto spesso associato ad allucinazioni e a momenti di delirio o iperattività.

Gli esperti ci dicono che è di fondamentale importanza suddividere la giornata in step e attività regolari in modo da creare una routine che permetta all’anziano di distinguere le attività della giornata (come ad esempio mangiare, lavarsi, camminare, parlare con altre persone) da quelle notturne (dormire).

Le attività serali dovrebbero essere preparatorie al sonno, quindi attività tranquille e rituali come bere una tisana o prepararsi per andare a letto e non troppo eccitanti perché potrebbero dare un effetto contrario. Inoltre è sconsigliabile mangiare o guardare la televisione nel letto in quanto quest’ultimo dovrebbe essere usato solo ed unicamente per dormire.

Per scongiurare qualsiasi tipo di incidente è comunque buona abitudine chiudere tutte le porte di uscita a chiave e predisporre dispositivi di sicurezza aggiuntivi su porte, finestre e balconi.

La salute delle persone più deboli passa anche e soprattutto attraverso chi si prende cura di loro, speriamo dunque di aver dato qualche linea guida in più per dedicarci ai nostri cari in maniera consapevole e permettere loro di avere un riposo adeguato.

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