La disabilità spiegata ai nostri figli: imparare dai bambini per costruire una società migliore

La disabilità spiegata ai nostri figli: imparare dai bambini per costruire una società migliore

Saper spiegare il concetto di “disabilità” ai bambini è una cosa molto importante al fine di creare le solide basi di una mentalità aperta e priva di pregiudizi , aperta alla diversità e alle differenze, propensa all’aiuto verso il prossimo e alla fratellanza universale.

I bambini sono esseri stupendamente curiosi, per natura privi di pregiudizi e dall’animo puro. Gli adulti hanno il compito di educarli, e in questo difficile compito rientra anche rispondere adeguatamente alla curiosità verso il mondo esterno. Spiegare la disabilità a un bambino non è una cosa semplice, ma, con le dovute maniere, è possibile.

Gli adulti hanno pregiudizi, i bambini no.

Spesso questo è un argomento tabù, non se ne parla perché si ha paura di impressionare (ricorderemo tutti il cartello appeso fuori da una scuola qualche anno fa in occasione della giornata della disabilità, in cui si avvisava che l’istituto sarebbe rimasto chiuso in quell’occasione per evitare che i bambini vedessero i bambini malati e quindi si impressionassero, la cosa aveva suscitato molto scalpore), ma i bambini sono curiosi.

Indicare col dito una persona sulla sedia a rotelle per un bambino è segno di curiosità, vuole sapere perché, come mai, come. Per un adulto potrebbe essere normale rimproverare il gesto del bambino, magari sviare lo sguardo verso qualcos’altro o rimproverarlo. Come ci confermano gli studiosi della psiche, non c’è niente di più sbagliato. Censurare e reprimere le emozioni del bambino causa innanzitutto frustrazione e dopo confusione. Se l’adulto prova imbarazzo in certe situazioni state pur certi che il bambino lo percepirà e si comporterà di conseguenza. Da qui nascono poi i problemi di integrazione, comunicazione, e cosa ancor più grave di bullismo.

E’ normale che i bambini facciano domande, ed è altrettanto normale dar loro delle risposte, utilizzando delicatezza e parole semplici adeguate all’età. E’ giusto anche, dove possibile, dare una nome alla disabilità o alla malattia, spiegare cosa queste persone possono o non possono fare, evidenziandone anche le qualità e i punti di forza. Questo perché i bambini, diversamente dagli adulti, non percepiscono la “diversità” come qualcosa di negativo, ma anzi come qualcosa di nuovo da scoprire e con cui interagire.

Oggi le istituzioni sociali e scolastiche sono chiamate insieme alle famiglie ad intervenire creando percorsi educativi mirati alla sensibilizzazione verso situazioni di disabilità presenti all’interno o all’esterno dell’istituto, questo a partire dalla scuola dell’infanzia per poi proseguire con i successivi gradi scolastici.

Di seguito elenchiamo alcuni esempi di letture che possono essere utili per avvicinare bambini e ragazzi al mondo della disabilità:

  • E.Njssen “Laura” Ed.Clavis 2009 : il libro parla di Laura, una bimba che ha problemi di udito, che non sente e perciò non riesce a giocare con gli altri bambini finché un giorno il dottore le mette l’apparecchio acustico, una storia commovente e delicata.
  • L.Scudieri “Oggi no, domani si!”Ed. Fatatrac 2008: parla di uno struzzo che vorrebbe volare ma non può, della sua frustrazione e di come alla fine si guadagna la simpatia di tutti gli animali della foresta proprio per la sua fragilità.
  • A.Papini “ Ad abbracciar nessuno” Ed. Fatatrac 2010: l’autismo raccontato attraverso la profonda amicizia tra due bambini che si conoscono alla scuola dell’infanzia.
  • D.Torrent “ Album per i giorni di pioggia”, edizioni Corsare 2014: il protagonista per il giorno del suo compleanno riceve in regalo una macchina fotografica, attraverso le foto scattate e le immagini scopriamo che ha bisogno di una sedia a rotelle, ma anche di come questo per lui non costituisca un ostacolo per le sue attività quotidiane.
  • A.Papini “ Le parole scappate”,Ed. Coccole books 2014: una bellissima storia incentrata sul rapporto tra un bambino dislessico e la sua nonna malata di Alzheimer.

Questi ovviamente sono solo alcuni spunti di lettura, in realtà esiste una vastissima bibliografia che tratta altrettanti argomenti più o meno specifici legati alla disabilità, un valido aiuto per insegnare ai bambini, e perché no anche agli adulti, il valore della diversità.

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